La discalculia non è una mancanza di impegno nello studio della matematica, ma una difficoltà specifica nel comprendere e manipolare i numeri.
Che cos’è la discalculia?
La discalculia evolutiva è un DSA che ostacola l’acquisizione delle abilità numeriche e del calcolo. Il bambino fatica a dare un “senso” ai numeri: è come se i simboli matematici parlassero una lingua straniera che non riesce a decodificare correttamente.
Come si manifesta?
Le difficoltà principali riguardano:
- Senso del numero: Difficoltà a capire “al volo” quale quantità è maggiore tra due gruppi di oggetti.
- Calcolo a mente: Estrema fatica nel memorizzare le tabelline o i fatti numerici (es. 5 + 5 = 10).
- Lettura e scrittura di numeri: Inversioni (es. leggere “21” al posto di “12”) o difficoltà con lo zero posizionale.
- Procedure: Confusione nei passaggi delle operazioni in colonna o nell’uso dei segni matematici (+, -, x, :).
Come si diagnostica?
La diagnosi può essere fatta solo a partire dalla fine della terza classe della scuola primaria. Questo perché i tempi di apprendimento del calcolo sono più lunghi rispetto a quelli della lettura. Il percorso prevede test specifici per valutare l’accuratezza e la velocità nel calcolo e la comprensione delle quantità.
Le leggi e il supporto a scuola
Anche per la discalculia, la Legge 170/2010 garantisce il diritto a strumenti che permettano di apprendere al pari dei compagni:
- Calcolatrice: lo strumento compensativo per eccellenza, che permette di concentrarsi sul ragionamento del problema senza bloccarsi sul calcolo puro.
- Tavola Pitagorica e formulari: per supportare la memoria che fatica a ricordare formule e tabelline.
- Tempo aggiuntivo: per permettere al bambino di processare i passaggi logici con la calma necessaria.

