La disgrafia è spesso fraintesa come semplice “brutta calligrafia” o pigrizia nel curare l’estetica della scrittura. In realtà, è una difficoltà neurologica specifica che rende faticosa e poco efficace l’azione stessa dello scrivere a mano.
Che cos’è la disgrafia?
La disgrafia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) che riguarda la componente motoria e grafica della scrittura. Non è un problema legato all’intelligenza o alla capacità di comporre un testo, ma una difficoltà nel coordinare i movimenti fini della mano e del braccio necessari per produrre una grafia leggibile e fluida.
Come si manifesta?
I segnali distintivi della disgrafia possono includere:
- Difficoltà nella leggibilità: la scrittura è illeggibile o difficile da decifrare, con lettere mal formate, dimensioni irregolari e spaziatura incoerente.
- Fatica e dolore: il bambino stringe la penna con eccessiva forza o assume posizioni scomode per scrivere, lamentando spesso dolore alla mano, al polso o al braccio.
- Lentezza eccessiva: il tempo impiegato per scrivere è sproporzionato, rendendo difficoltosa la copiatura dalla lavagna o la stesura di testi in tempi prestabiliti.
- Difficoltà con gli spazi: le parole sono troppo attaccate o troppo distanziate, le righe “ballano” sul foglio, e non vengono rispettati i margini.
- Tratto incerto e tremolante: la linea non è ferma e decisa, ma appare debole o tremolante.
Come si diagnostica?
La diagnosi di disgrafia può essere effettuata a partire dalla fine della seconda classe della scuola primaria. La valutazione include test che analizzano la qualità del tratto, la velocità di scrittura, la pressione sul foglio, la coerenza delle dimensioni delle lettere e la gestione dello spazio grafico. È fondamentale escludere problemi neurologici o motori di altra natura.
Diritti e strumenti: libertà di scrittura
Anche per la disgrafia, la Legge 170/2010 prevede strumenti e misure per garantire un percorso scolastico sereno ed efficace:
- Computer o tablet: l’uso della tastiera è lo strumento compensativo più efficace, poiché bypassa la difficoltà motoria della scrittura a mano, permettendo al bambino di concentrarsi sul contenuto.
- Strumenti per scrivere adattati: penne ergonomiche, matite con impugnature speciali o quaderni con rigature particolari possono aiutare a ridurre lo sforzo.
- Misure Dispensative: il bambino può essere dispensato dal copiare testi lunghi dalla lavagna (che è un’attività molto faticosa e penalizzante) e dall’uso del corsivo obbligatorio.
- Valutazione dei contenuti: gli insegnanti sono tenuti a valutare il contenuto e le idee espresse dal bambino, senza penalizzare eccessivamente la forma o la leggibilità della scrittura a mano, soprattutto se l’alunno non ha a disposizione strumenti compensativi.

